Stecca ancora l’Under16 Silver, alla Carducci passa la Libertas Roma

Regge diciotto minuti alla Carducci l’Under16 Silver di coach Rinaldi, poi cala il buio e la Libertas Roma prende il volo portandosi a casa l’intera posta.

Inizio promettente con i giovani cestisti del Pyrgi che tengono a bada la forte formazione romana, 13 a 12 il parziale del primo quarto, imponendosi alla sirena dei dieci minuti di una lunghezza. Inizio della ripresa sulla falsa riga della prima poi, dopo otto minuti, l’attacco santamarinellese si inceppa, vengono fuori gli avversari che si aggiudicano la seconda frazione per 19 a 12. Si va a riposo sul 31 a 25 per i romani, ma il peggio deve ancora venire. Nel terzo tempo dilaga la Libertas che chiude con un più 17 la frazione, 22 a 5 a referto, chiudendo in pratica i giochi. La formazione di Rinaldi torna a essere incisiva in attacco nel quarto tempo, aggiudicandoselo per 24 a 13, ma non riesce a colmare il distacco di 25 punti fin li accumulato. Finisce 66 a 53 per la Libertas Roma col rammarico, forse, di aver gettato al vento l’ennesima partita. Il gap di  due anni fa non esiste più, in quell’occasione il Pyrgi usci sconfitto in entrambe le gare con una trentina di punti di disavanzo, ma ieri quando si poteva regolare a proprio favore la gara ha inciso, e non poco, l’appannamento, quasi nulli, dell’attacco santamarinellese. Se per diciotto minuti i ragazzi di coach Rinaldi rimangono in gara, giocandosela come sanno fare in attacco e in difesa,  non è concepibile cosa avvenga negli altri dodici.
“I ragazzi hanno giocato magnificamente i primi diciotto minuti, dichiara coach Rinaldi, poi hanno gettato al vento tutto quanto poteva essere. Hanno riportato in gara la Libertas nel secondo quarto, un parziale di otto a zero gli ha permesso di andare a riposo sul 31 a 25, per poi regalargliela di fatto nel terzo dove siamo usciti con un parziale a sfavore di diciassette punti. Nel quarto sono tornati a giocare come sanno, ma il gap era troppo vasto per poter ritornare in gara. E’ una situazione difficile da interpretare, dopo un tempo e mezzo non puoi regredire in quella maniera sbagliando le cose più basilari. Sarebbe stato più logico farlo all’inizio, non a metà gara, quando sbagli passaggi o tiri . Non c’è costanza ed è come se non avessero la consapevolezza dei loro mezzi. Non può servirgli il tifoso che dalla panchina li incita, hanno bisogno  di qualcuno  che creda in loro a parte me.  Chi meglio di loro stessi. Devono cominciare ad entrare nell’ottica che quello che fanno, più di tutti, è per loro stessi. Questo background devono superarlo da soli visto che sul piano tecnico, quando vogliono,  fanno quello che indico dalla panchina. Non possiamo concedere più nulla se abbiamo l’intenzione di andare avanti nella seconda fase.” 

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