Trentadue anni in due, Biritognolo e Ferretti all’esordio da record 

Diciassette e quindici anni, due esordi da record domenica scorsa nel campionato di C Silver per il Pyrgi. Se Lorenzo Biritognolo, classe 2002, ha giocato dal primo minuto contro il Ciampino, Dario Ferretti, classe 2004, lo ha fatto subentrando nel momento topico della gara. Che siano due promesse o dei predestinati lo indicherà solo il tempo, nessuno preme perché lo siano o è convinto che avvenga, ma che si tratti di un altro passo in avanti, avvalorando la crescita del settore giovanile bianconero del Pyrgi, è invece palese. Lo sport è sacrificio e costanza a questa età, i due ragazzi frequentano il quarto e secondo superiore e gli impegni scolastici sono alla base delle loro giornate, ma il fatto che riescano anche ad allenarsi, tra l’altro con orari in cui gli altri ragazzi della loro età fanno altro, è anche segno di maturità. Meritavano qualcosa che rimanesse nel tempo, a parte l’emozione, le gambe tremanti e la convinzione che fosse qualcosa di unico in quel momento meritava un “faccia a faccia” che rimanesse impresso negli annali di questa categoria. Un momento in cui il diciassettenne Lorenzo Biritognolo e il quindicenne Dario Ferretti potessero raccontare passato, esordio e futuro sportivo e personale.

“Gioco al Pyrgi da quattro anni, dichiara Biritognolo, pallacanestro parlando provengo dalla squadra del San Michele. In questa società mi trovo molto bene, ho un buon rapporto con i compagni, con gli allenatori e con i dirigenti. Per quanto riguarda domenica scorsa ero molto in ansia, ho avvertito tanta emozione appena ho calcato il parquet del Pala De Angelis. Sapevo che avrei giocato, per me era la prima volta che entravo come titolare, per di più avveniva come prima volta dall’inizio di questo campionato in una gara non facile vista la bravura dell’avversario. Giocare in un campionato di serie C Silver non è semplice, non solo per l’età, ci sono ottimi giocatori che in passato hanno fatto la storia di qualche società e ce ne sono altri che hanno delle potenzialità per un futuro in categorie maggiori. Per me è ancora più difficile vista la differenza di età rispetto agli avversari, e a volte anche la fisicità non è dalla mia parte. Nonostante questo però giocare in un campionato di categoria maggiore aiuta, perché oltre che in prospettiva sportiva c’è una crescita anche a livello personale. Mi godo questo momento e mi farò trovare pronto ogni volta che servirà, ma se penso al mio futuro nella pallacanestro mi immagino, tra qualche anno, di riuscire a giocare in campionati sempre più alti. Nel frattempo il mio impegno sarà sempre maggiore con il Pyrgi.” 


“Questa è la quarta stagione che sono al Pyrgi, dichiara Ferretti. Con alcuni dei ragazzi ci giocavo già da qualche tempo e c’era già un buon rapporto, mentre con i nuovi compagni e i nuovi allenatori mi sono trovato molto bene. L’esordio di domenica è stato molto emozionante, durante il riscaldamento pensavo che non sarei entrato perchè era la mia prima convocazione, però far parte di quel gruppo in quel momento specifico mi faceva star bene. Ero contento di essere lì e anche molto emozionato. Più passavano i minuti e più cr devo di non entrare, la partita abbastanza era combattuta e tutto ho pensato all’infuori che l’allenatore avesse l’idea di farmi entrare. Invece così non è stato, quando mi ha chiamato mi sono agitato, diciamo moltissimo, soprattutto mentre aspettavo di entrare vicino al tavolo. Ero lì e dovevo giocarmi la mia possibilità e una volta entrato mi sono rilassato, ho iniziato a giocare, certo non con la stessa scioltezza che ho in u18), ma l’ho fatto con il massimo impegno e attenzione. Per un ragazzo avere la possibilità di allenarsi e giocare in prima squadra, secondo me, è importantissimo. Ti stimola e da la possibilità di confrontarti con giocatori più grandi ed esperti, senza dimenticare che ti da anche la possibilità di imparare cose nuove e diverse. Ho quindici anni e il futuro nel basket è solo immaginato, spero di continuare a giocare e divertirmi allo stesso tempo, con la speranza di arrivare a giocare titolare a questi livelli.”

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